TANTE MOSTRE A PALAZZO DEI DIAMANTI E... NON SOLO

Mostre e sedi espositive a Ferrara

Carlo Guarienti. La realtà del sogno

MOSTRE

La mostra allestita al Castello Estense presenta al pubblico oltre cento opere, tra dipinti e sculture, attraverso le quali viene indagato l’ampio e articolato percorso dell’artista, segnato da un constante, quanto coerente, processo di metamorfosi

Dal 29 ottobre 2022 al 22 gennaio 2023

http://www.castelloestense.it

Contatti – Castello Estense – Largo Castello
tel. 0532 419180
castelloestense@comune.fe.itOrari

10.00-18.00. Ultimo ingresso 17.15. Chiuso martedì.

Piero Guccione. Mistero in piena luce Dal 7 ottobre 2022 all’8 gennaio 2023 Ferrara – Padiglione D’Arte Contemporanea – Palazzo Massari, C.so Porta Mare, 5
La mostra allestita al Padiglione di Arte Contemporanea di Ferrara, mette a fuoco i temi prediletti dal pittore: dal rapporto fra il paesaggio urbano e la natura, alle poetiche e delicate variazioni sul tema del mare e del cielo, passando per gli omaggi ai grandi maestri del passato
http://artemoderna.comune.fe.it/1955
Orari
Da martedì a domenica 10.00-18.00.
Si consiglia la prenotazione: 
Prenotazioni: www.comune.fe.it/prenotazionemusei

“Da Schifanoia: re-incantare il mondo” da domenica 18 dicembre 2022, presso il Castello Estense Sala degli Stemmi visitabile fino al 10 aprile 2023.

L’installazione ‘Da Schifanoia: re-incantare il mondo’ dell’artista rom-polacca Malgorzata Mirga-Tas arriva ora a Ferrara presso la Sala degli Stemmi del Castello Estense dal 18 dicembre al 10 aprile.

La mostra si svolge infatti dove tutto è cominciato, dalla storia e dai monumenti diventati fonte di ispirazione del suo lavoro. 

Mirga-Tas ha visitato per la prima volta Ferrara e durante la sua permanenza si è soffermata sugli affreschi di Palazzo Schifanoia. Ha visto i luoghi immortalati dallo scrittore ferrarese Giorgio Bassani, ammirato le opere di grandi maestri come Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti, scoperto la figura del duca Borso d’Este, mecenate dei due artisti e committente del Salone dei Mesi.

Tuttavia i visitatori della mostra ferrarese non vedranno le stesse vicende rappresentate nelle tre fasce degli affreschi del Salone dei Mesi. Le storie delle divinità dell’Olimpo, quelle dei decani e le scene di vita cortigiana della Ferrara del XV secolo sono state infatti sostituite da episodi narrati dall’artista. Nella fascia superiore è raffigurato il mitico viaggio del popolo rom verso l’Europa, ispirato a una serie di stampe del XVII secolo dell’incisore lorenese Jacques Callot. La fascia centrale è un archivio affettivo di storie rom declinate al femminile che accosta immagini di donne reali a elementi magici e astrologici. In quella inferiore è rappresentata la vita quotidiana nella città natale dell’artista, Czarna Gora, e in altri insediamenti rom tra i monti Tatra, come Podhale e Spis, in Polonia.

L’allestimento al Castello Estense, organizzato da Fondazione Ferrara Arte, Servizio Musei d’Arte del Comune di Ferrara e Zacheta — National Gallery of Art di Varsavia, comprende otto dei dodici teleri creati dall’artista. Mirga-Tas ha deciso di esporre i mesi di marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre e ottobre: i primi sette sono quelli tuttora visibili a Palazzo Schifanoia.

Palazzo Diamanti: la riapertura a febbraio 2023

Palazzo dei Diamanti riaprirà con la rassegna Ercole de’ Roberti e Lorenzo Costa (dal 18 febbraio al 19 giugno 2023), un’esposizione di rilievo che presenterà al pubblico una selezione di opere provenienti da alcuni dei più importanti musei nazionali e internazionali. Un’occasione irripetibile per ammirare i capolavori di due maestri del rinascimento come Ercole de’ Roberti (c. 1450 – 1496) e Lorenzo Costa (1460 – 1535).

L’esposizione costituisce la prima tappa di un progetto più ampio e ambizioso intitolato
Rinascimento a Ferrara 1471-1598 da Borso ad Alfonso II d’Este, che indagherà la vicenda
storico-artistica del periodo compreso tra l’elevazione della città a ducato e il suo passaggio dalla
dinastia estense al diretto controllo dello Stato Pontificio.
Le oltre cento opere esposte, provenienti da musei e collezioni di tutto il mondo, offriranno
al pubblico un’occasione unica, e forse irripetibile, per scoprire (o riscoprire) l’arte di due grandi
interpreti del Rinascimento italiano: Ercole de’ Roberti e Lorenzo Costa.
Dotato di un incredibile talento compositivo, straordinario per qualità ed espressività emotiva,
Ercole de’ Roberti (Ferrara c. 1450 – 1496) era l’erede dell’Officina ferrarese, il più giovane e
intelligente tra quanti parteciparono al clima culturale di Palazzo Schifanoia, negli ultimi anni del
governo di Borso che proprio allora riceveva il titolo di duca (1471). Operò a più riprese a Bologna,
dove lasciò una impronta profondissima, ma non vi è dubbio che a Ferrara trovò l’ambiente più
adatto in cui esprimersi durante l’ultimo decennio della sua vita, trascorso alle dipendenze della
corte.
Fu Lorenzo Costa (Ferrara 1460 – Mantova 1535), di dieci anni più giovane, a raccoglierne l’eredità
e a continuarne lo stile nelle opere giovanili. Ma durante un lungo soggiorno a Bologna la sua pittura
mutò in direzione di una maggiore morbidezza, di una classicità calma e distesa. Il mondo stava
cambiando, Leonardo e Perugino stavano imponendo una nuova “maniera”, che Costa comprese
subito e della quale fu tra i maggiori interpreti, anche dopo il trasferimento a Mantova alla corte dei
Gonzaga.
I visitatori potranno seguire la carriera di Ercole attraverso oltre venti opere (di gran lunga il
numero maggiore mai riunito), dagli esordi alla compiuta maturità. Tra le prove giovanili
saranno presenti gli scomparti del polittico Griffoni, eseguito a fianco di Francesco del Cossa, e i
luminosi Ritratti di Giovanni II e Ginevra Bentivoglio che giungeranno da Washington. Le sale dedicate agli ultimi anni, quando Ercole dopo il rientro in patria era divenuto pittore di corte degli Este, saranno
impreziosite da quattro dipinti di rara raffinatezza, grazie al prestito eccezionale concesso dalla
National Gallery di Londra: oltre al dittico che appartenne alla duchessa Eleonora d’Aragona, la
Raccolta della manna e l’Istituzione dell’Eucarestia, forse provenienti da una chiesa ferrarese. Dal
Kimbell Art Museum di Forth Worth arriva la tavola con Porzia e Bruto che sarà ricongiunta alla
compagna con Lucrezia, Bruto e Collatino della Galleria Estense di Modena.
Non meno ricca la selezione di lavori di Costa, che prende avvio dal periodo giovanile, durante il
quale il pittore è impegnato in un fruttuoso confronto con Ercole, come dimostrano le Storie degli
Argonauti qui riunite per la prima volta. Questa fase, che passa attraverso capolavori come la
Natività del Musée des Beaux-Arts di Lione, trova un termine e una sintesi in una serrata
successione di straordinarie pale d’altare degli anni Novanta del Quattrocento. Per illustrare il Costa
più classicheggiante e pacato sarà in mostra una serena Sacra Famiglia dal Museo di Toledo in
Ohio; mentre per documentare il periodo mantovano, finora meno frequentato dagli studi,
interverranno la Santa Veronica del Louvre, il Ritratto di cardinale del Minneapolis Institute of
Art, sino all’ultima opera nota, la Madonna e santi della chiesa di Sant’Andrea a Mantova, datata
1525.
I due protagonisti saranno affiancati da maestri nobili e da compagni di viaggio contemporanei:
Mantegna, Cosmè Tura, Nicolò dell’Arca, Marco Zoppo costituiranno il punto di partenza,
mentre Antonio da Crevalcore, Guido Mazzoni, Boccaccio Boccaccino, Francesco Francia e
Perugino offriranno una sponda di dialogo lungo il percorso espositivo.
La mostra avrà il suo prologo ideale a Palazzo Schifanoia, dove il giovane Ercole de’ Roberti esordì
nel Salone dei Mesi realizzando il mese di Settembre

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