MEIS - FONDAZIONE MUSEO NAZIONALE DELL'EBRAISMO ITALIANO E DELLA SHOAH

EBREI, UNA STORIA ITALIANA. I PRIMI MILLE ANNI

Il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah ha riaperto le sue porte il 28 maggio 21 e vi aspetta nel Giardino delle domande, dove un percorso verde conduce alla scoperta delle regole dell’alimentazione ebraica e delle piante bibliche.

Per ricominciare insieme, il MEIS offre uno spazio sicuro e accogliente, in cui poter giocare all’aria aperta, esplorare il giardino didattico dedicato all’alimentazione ebraica, partecipare ai laboratori indirizzati ad adulti e bambini ma anche leggere e passare un po’ di tempo con se stessi immersi tra ulivi e melograni, pronti a riconnettersi con la natura: un luogo dinamico, che si trasforma e ospita tutta la cittadinanza. 

SOTTO LO STESSO CIELO
MOSTRA TEMPORANEA
14.10.202205.02.2023

La mostra Sotto lo stesso cielo, curata da Amedeo Spagnoletto e Sharon Reichel, è dedicata a Sukkot, la festa ebraica delle capanne.

Sukkot è una delle principali ricorrenze del calendario ebraico: celebra la sopravvivenza degli ebrei nel deserto grazie alla provvidenza del Cielo e la precarietà della vita – rappresentata dalle capanne che costruirono (la sukkah) –, ma anche il forte legame con i ritmi della terra, la sostenibilità ambientale e la centralità dell’acqua. L’esposizione è dedicata agli aspetti religiosi, tradizionali, artistici e alla stretta connessione con la natura: un percorso originale che invita i visitatori, adulti e bambini, a partecipare attivamente, interagendo con ciò che vedono e ascoltano e contribuendo così all’arricchimento dei significati della mostra.
 
Al culmine del percorso, vengono presentati per la prima volta dieci pannelli lignei decorati con soggetti biblici, prodotti in area veneziana per una sukkah di fine XVIII o del XIX secolo, di proprietà dell’Abbazia di Praglia: opere d’arte di valore inestimabile sopravvissute alla loro natura effimera e rimaste per questo inaccessibili al grande pubblico.
 

 Il Giardino delle domande. L’itinerario del Giardino delle domande, mediante pannelli esplicativi, aiuta a comprendere le regole della Kasherut, ovvero la normativa ebraica sull’alimentazione, con particolare riferimento all’uso di carne, latte, pesce e uova. Con un approccio ludico e interattivo, il Giardino fa così avvicinare il pubblico alla cultura ebraica attraverso i suoi odori e sapori, soddisfa certe curiosità piuttosto diffuse – ad esempio, perché gli ebrei non mangino il maiale – e fa riflettere sulle differenze, ma pure sulle tante analogie, con altre tradizioni.


L’esposizione costituisce il primo segmento del percorso permanente del MEIS e comunica in modo originale l’unicità della storia dell’ebraismo italiano, descrivendo come la storia, la cultura e l’identità italiane si siano formate anche grazie agli ebrei, presenti nella penisola da oltre duemila anni. E’ un percorso espositivo coinvolgente, ricco di immagini, ricostruzioni ed esperienze offerte al visitatore.

La mostra “Ebrei, una storia italiana. I primi mille anni”, che di fatto costituisce il primo segmento del percorso permanente del MEIS,  descrive come gli ebrei d’Italia abbiano costruito la propria peculiare identità, anche rispetto ad altri luoghi della diaspora. 

Attraverso cinque grandi divisioni, il percorso individua le aree di provenienza e dispersione del popolo ebraico, ripercorre le rotte della diaspora e dell’esilio verso il Mediterraneo occidentale, dopo la distruzione del Tempio. Documenta la permanenza a Roma e nel sud Italia, parla di migrazione, schiavitù, integrazione e intolleranza religiosa, in rapporto sia al mondo pagano che a quello cristiano. Segue la fioritura dell’Alto Medioevo e poi, in un clima politico segnato dalle dominazioni longobarda, bizantina e musulmana, il precisarsi di una cultura ebraica italiana, anche a nord. Fino alle Crociate, agli eccidi, alle conversioni forzate che segnano le comunità ebraiche tedesche, mentre quelle italiane godono ancora di una notevole stabilità e relativa convivenza con l’ambiente circostante.

La mostra è, poi, scandita da una selezione di oggetti ebraici – usati per i riti collettivi o nel quotidiano e provenienti dalla collezione del Museo Ebraico della Comunità Ebraica di Ferrara e da quella privata di Andrea Pesaro –, che nelle tre sale dell’esposizione illuminano specifici aspetti della vita ebraica. 
 

1938: L’UMANITÀ NEGATA 
Attraverso l’uso di installazioni multimediali che raccolgono immagini e filmati d’epoca e documenti questa mostra crea una esperienza immersiva che permette al visitatore di entrare in contatto con il dramma delle leggi razziali, l’esclusione sociale, la persecuzione nazifascista e lo sterminio. La narrazione, del doppiatore Francesco Pannofino, si apre allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, in cui gli ebrei partecipano a fianco di tutti gli altri italiani. La Storia va avanti, nel 1922 Benito Mussolini guida la marcia su Roma. Nel ’33 il nazismo si afferma e dal 1938 tutto si stravolge: a fine luglio inizia a diffondersi il Manifesto della Razza firmato dagli scienziati italiani, a settembre vengono pubblicati i “Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista” e a novembre vengono approvate le cosiddette leggi per la difesa della razza.

Le sale dividono il percorso, della durata complessiva di 45 minuti circa, in diversi nuclei tematici: dalla documentazione relativa alle leggi razziali, alla ricostruzione di una classe e l’esclusione sui banchi di scuola, fino alla deportazione e ai campi di sterminio.
Il percorso concepito dai due curatori è infine arricchito al MEIS dall’installazione site-specific dell’artista israeliano di fama internazionale Dani Karavan, creata per ricordare l’esperienza italiana della Shoah.

CONTATTI

Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah – Via Piangipane 81 – Ferrara

 0532 1912039

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